Mercato nazionale ed europeo delle macchine per la lavorazione del legno, Industria 4.0, digitalizzazione delle imprese, settore fieristico sono tutti temi importanti per una ripresa dell’economia nei prossimi anni. A tal proposito abbiamo chiesto l’opinione di Dario Corbetta, Direttore di Acimall.

Intervista a Dario Corbetta - Direttore ACIMALL - 1Come è cambiato in questi ultimi anni il settore delle macchine per la lavorazione del legno?

Il settore delle macchine del legno è profondamente cambiato negli ultimi anni su molti aspetti che sono difficili da riassumere. Direi che i fenomeni più importanti sono stati quella della polarizzazione e della specializzazione.

Le aziende che hanno saputo meglio superare le crisi economiche sono state quelle più grandi e strutturate che sono state in grado di aggredire tutti i mercati del mondo con diverse forme di internazionalizzazione e presenza sul territorio.

Dall’altra parte piccole realtà di nicchia che offrono soluzioni “tailor made” sono state in grado di mantenere o aumentare il proprio livello di competitività.

Purtroppo le aziende che offrono un prodotto standardizzato o non hanno sviluppato un modello di business elastico hanno incontrato maggiori difficoltà negli ultimi anni.

Mercato italiano e mercato internazionale: quali sono le macrotendenze?

Sul fronte domestico il mercato sta vivendo un momento difficile con un calo di domanda di macchinari molto marcato. Ovviamente le cause son da attribuirsi in larga misura al Covid-19, ma anche prima c’erano già le avvisaglie di una contrazione del mercato.

Intervista a Dario Corbetta - Direttore ACIMALL - 2Per l’immediato futuro molto dipenderà dalle misure che metterà in atto il Governo a favore degli investimenti in beni strumentali. In particolare la conferma (seppur con differenze nelle aliquote) nella legge di bilancio del piano di Transizione 4.0 va nella direzione corretta.

Per quanto riguarda i mercati esteri si conferma un’ottima propensione delle aziende italiane nei processi di internazionalizzazione; infatti il calo delle esportazioni è stato contenuto nonostante gli effetti del lockdown.

Ci sono da risolvere i problemi legati alle trasferte del personale legati alla sicurezza sanitaria, ma su questo fronte ci si attende una ripresa sostanziosa del flusso di vendite/ordini non appena la situazione tornerà alla completa normalità.

Quali saranno le sfide a livello europeo?

Sicuramente la sfida a livello europeo è la competizione con la produzione asiatica e in particolare quella cinese. La Cina è cresciuta molto di più di Italia e Germania negli ultimi anni in termini di produzione di tecnologia per la lavorazione del legno.

Inoltre è cresciuta anche dal punto di vista della qualità del prodotto, delle forme di internazionalizzazione e dell’assistenza al cliente pur mantenendosi molto competitiva sulla leva del prezzo.

L’Europa può vincere la sfida alzando ulteriormente la qualità delle soluzioni produttive e spingendo ancora di più sull’assistenza post vendita.

La pandemia di Covid-19 come ha impattato sul settore? A suo avviso come dovrebbero attrezzarsi le aziende? Quali saranno i cambiamenti più radicali?

L’impatto del Covid, oltre ad aver influito negativamente sull’andamento degli ordini, ha spinto le aziende ad accelerare i processi di digitalizzazione interni.

Le nuove aziende devono per forza affrontare questo tema a tutti i livelli partendo dal prodotto fino alla formazione del personale passando per il marketing e per i rapporti con i clienti. Vedremo quindi in futuro aziende sempre più digitali a 360 gradi.

Digitalizzazione delle aziende: a che punto siamo?

Intervista a Dario Corbetta - Direttore ACIMALL - 3Se parliamo del settore delle tecnologie per la lavorazione del legno purtroppo siamo ancora abbastanza indietro. Non tutte le aziende reputano i nuovi sistemi digitali fondamentali per l’attività lavorativa.

Basti pensare all’attività sui social che è ormai uno dei canali di marketing più importanti. Sono pochissime le aziende del comparto che si impegnano e investono in questo asset.

Si parla molto di Industria 4.0. Parliamo di qualcosa di concreto a suo avviso, o si tratta più che altro di uno slogan?

L’industria 4.0 è uno dei temi più concreti degli ultimi anni legati allo sviluppo di tecnologia e del supporto pubblico agli investimenti. Sono misure concrete a disposizione di utilizzatori finali che intendono rinnovare gli impianti migliorando il proprio parco macchine e sfruttando al massimo il concetto di interconnessione.

Non basta probabilmente ma è sicuramente una base di partenza su cui in futuro il governo dovrà concentrare la politica economica, perlomeno in relazione alla meccanica strumentale.

Come cambierà il settore fieristico? Quali progetti/innovazioni vi saranno per Xylexpo?

Intervista a Dario Corbetta - Direttore ACIMALL - logo XylexpoIl settore fieristico ha subito uno tsunami tra cancellazioni e posticipazioni. Sicuramente è un comparto che si riprenderà perché in questi mesi ci siamo accorti che nessuno strumento digitale è in grado di sostituire la fiera fisica al 100%.

I visitatori vogliono toccare con mano il prodotto e sviluppare relazioni umane con tutti gli addetti ai lavori e ciò è possibile solo in una fiera fisica.

Detto questo ci sarà un processo di integrazione tra fiera fisica e fiera virtuale in cui la seconda sarà a supporto della prima e contribuirà a rendere l’evento ancor più accattivante.

Xylexpo nel 2022 vorrà sviluppare questa linea e lo staff sta già lavorando sulle idee che animeranno il prossimo appuntamento milanese.

Se proietta il proprio sguardo nel futuro, cosa vede o cosa le piacerebbe vedere?

Diciamo che il settore è stato sottoposto a tre crisi gravissime negli ultimi dieci anni (2009, 2012 e 2020). Questa successione di eventi negativi è unica nella storia dell’economia mondiale.

Perciò ci si aspetta per il medio periodo una fase economica espansiva che abbia una durata consistente e che permetta alle aziende di crescere con meno difficoltà rispetto al recente passato.

Newsletter SAOMAD