Claudio Filippi

Nonostante il momento estremamente critico permane un senso di ottimismo e il desiderio di riprendere, sottolinea Claudio Filippi, Direttore commerciale di SAOMAD, al quale abbiamo fatto alcune domande sull’azienda e sull’attuale situazione.

Purtroppo il Covid-19 ha sconvolto tutte le previsioni e i progetti che un’azienda elabora a inizio anno. Tra gli obiettivi che vi eravate posti a inizio 2020, quali pensa possano essere ancora raggiunti e quali si proiettano in una prospettiva di lunga durata?

Penso che la maggior parte degli obiettivi fissati nel 2019 per il 2020 si possano ancora raggiungere. Una convinzione che sorge innanzi tutto dalla positività che avverto nei clienti, non ho sentito previsioni funeste o rassegnazione.

In tutta Europa c’è la volontà di ripartire: alcuni Paesi si stanno già preparando. Cambieranno ovviamente alcune cose, ma sono convinto che nel nostro settore si ripartirà abbastanza bene, salvo imprevisti dell’ultimo minuto.

Sia in Italia che all’estero, quindi, gli scenari permangono tutto sommato positivi.

È uno scenario difficile, ma c’è positività. È un momento che farà riflettere le aziende su come investire. Se un produttore di serramenti in legno ha intenzione di investire su nuovi macchinari, si troverà a scegliere tra soluzioni tradizionali, che richiedono la presenza di personale, col rischio di dover chiudere e fermare la produzione di fronte a emergenze come questa, oppure scegliere macchine che possono lavorare anche a turno non presidiato che consentono all’azienda una continuità produttiva. Cosa che a noi è stata garantita dalla macchina Mazak acquistata l’anno scorso.

Anche Woodpecker può lavorare senza presidio: fattore fondamentale per garantire una continuità produttiva, come lei ha appena sottolineato. Quali altri suggerimenti darebbe a un potenziale cliente affinché possa scegliere il modello più adatto alla sua azienda?

La scelta del modello adatto dipende dagli obiettivi dell’azienda produttrice. Potrei sottolineare che un altro aspetto da prendere in considerazione è l’interfaccia uomo-macchina che in Woodpecker è molto intuitiva e veloce. Le nostre macchine oggi offrono un elevato livello di autonomia, sono molto sicure e affidabili.

Con centri di lavoro di questo tipo direi che è opportuno avere come operatore non tanto una persona che sappia realizzare un serramento, quanto qualcuno capace di impostare e gestire il progetto serramento: a un falegname o un meccanico che sa montare e smontare un utensile, è preferibile un operatore CAD-CAM che conosca il controllo qualità.

Una macchina ha solo bisogno di essere caricata e scaricata, quindi necessita di un intervento umano parziale. L’automazione oggi è molto elevata e l’elettronica è fondamentale: possiamo parlare correttamente di meccatronica.

Ricollegandomi alla risposta precedente, oggi un serramentista deve investire in una tecnologia “smart”, dove un operatore non necessariamente deve essere presente a bordo macchina, ma può programmare mesi di futuro lavoro restandosene in ufficio o a casa.

In cosa si differenzia SAOMAD dagli altri costruttori di centri di lavoro?

SAOMAD è un costruttore settoriale: da oltre mezzo secolo produce macchine per un solo settore, quello delle finestre in legno. La produzione è totalmente all’interno, quindi l’azienda può vantare un know-how molto specializzato.

Oltre a questo, ci differenza la capacità di aggiornare costantemente e tempestivamente le nostre macchine secondo le ultime evoluzioni che l’informatica e l’elettronica mettono a disposizione. Woodpecker è sempre aggiornato all’ultima tecnologia disponibile sul mercato. Altri costruttori, più grandi e più strutturati, che hanno molte gamme di prodotto, non riescono ad avere la stessa tempestività e costanza.

SAOMAD, grazie a elevati investimenti in ricerca e sviluppo riesce ad aggiornare in tempo reale tutto ciò che è aggiornabile. Ciò si riflette anche sulla capacità di personalizzazione dei centri di lavoro, rispetto ai grandi gruppi che tendono a una maggiore standardizzazione.

Un altro aspetto che fa la differenza è l’ottima conoscenza del prodotto finale: conosciamo molto bene la finestra in legno. Ripeto: è più di mezzo secolo che ci occupiamo di questo tipo di prodotto.

In questo momento l’azienda è parzialmente chiusa, ma immagino che stiate riflettendo e lavorando a un’apertura che sembra essere prossima. Che suggerimenti si sente dare ai vostri clienti perché possano ripartire al meglio?

Di riflettere attentamente sugli investimenti da fare. Di ripensare il flusso produttivo e l’organizzazione aziendale. In parte ce lo impongono nuove norme di distanziamento e sicurezza, ma può essere l’occasione per avere una visione più nitida dell’insieme e ripartire così con maggiore efficienza.

A suo avviso come sarà il produttore di serramenti in legno del futuro?

Sarà una “smart factory”. Avremo l’attuazione concreta dell’industria 4.0. Il personale avrà competenze più elevate sotto tutti i punti di vista. Vi sarà senz’altro una maggiore automazione e robotizzazione. Questo non vorrà dire però bassa qualità.

Un robot assicura quella costanza e affidabilità che un essere umano non può garantire, mantenendo costante il livello di qualità. Una macchina può fare bene o male, dipende da come viene progettata, programmata e monitorata.

E il rivenditore di macchine del futuro?

Nell’ultimo decennio le grandi aziende hanno puntato a una gestione diretta del mercato, sia per la parte commerciale che per la parte service. È una strategia comprensibile, però bisogna anche sottolineare che la presenza di un buon rivenditore ti offre una conoscenza del mercato e un presidio del territorio maggiori, garantendoti così una certa tranquillità.

Non tutti i clienti riconoscono il valore dei rivenditori perché hanno un costo, un ricarico sulla macchina. Talvolta il cliente finale pensa di risparmiare andando direttamente dal costruttore. Il che è vero, ma poi in fase di servizio post vendita può non essere così vero. Il rivenditore se ben strutturato può dare al produttore di infissi suggerimenti non solo sulla macchina, ma anche sul flusso produttivo, può dare delle soluzioni e delle prospettiva che il produttore può non vedere. Io trovo che il rivenditore sia fondamentale per il mercato e ritengo che rimarrà tale anche in futuro.

Per concludere quale messaggio si sente di fare ai clienti SAOMAD?

Li invito ad attendere con ottimismo, nonostante tutto. Alla riapertura la voglia di fare sarà grande e questo farà la differenza. È senza dubbio un momento molto critico, che può perdurare per parecchi mesi, per più di un anno, ma sappiamo che avrà un limite temporale, sappiamo che avrà una fine. Diciamo che in questi mesi abbiamo azzerato il volume, ma la musica sotto sotto continuava ad esserci. Si tratterà di rialzare il volume. Io sono molto fiducioso.

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