Fusteria Gascon lavora la finestra da quattro generazioni. Già cliente Saomad da oltre vent’anni con una macchina angolare Operator 5, ha deciso di compiere un salto tecnologico installando la Woodpecker Just 3500.
In questa intervista, realizzata insieme a Luis Ros di Simatec, l’azienda spagnola racconta i motivi della scelta: rapporto qualità-prezzo, tempi di consegna e continuità del rapporto umano.
C’è un momento, nella storia di una falegnameria, in cui la tradizione incontra la necessità di produrre in modo diverso. Per Fusteria Gascon, azienda a conduzione familiare vicino a Barcellona, quel momento è arrivato con la quarta generazione. Otto persone, un mercato costruito sul serramento da sostituire negli edifici storici del centro città e sulle ville della zona, e una lavorazione della finestra affidata da sempre alla macchina angolare e al pantografo.
Il passaggio alla Woodpecker Just 3500 è il modo con cui l’azienda ha scelto di industrializzare la prima fase del prodotto, cioè la lavorazione dei profili in legno, mantenendo la qualità che il suo mercato le riconosce. Abbiamo raccolto la testimonianza dei titolari e di Luis Ros, titolare di Simatec, che segue il cliente sul mercato spagnolo con un pacchetto completo di macchina, utensili e software.
Chi è Fusteria Gascon, e come nasce il rapporto con Saomad

Partiamo dall’azienda. Chi è oggi Fusteria Gascon?
Luis Ros (Simatec): È una falegnameria tradizionale vicino a Barcellona, arrivata alla quarta generazione. Otto persone, una realtà piccola, non un’industria. Lavorano soprattutto il serramento da sostituire, in particolare nel centro storico di Barcellona, e poi le ville. Hanno sempre prodotto la finestra sia in macchina angolare sia in pantografo, quest’ultimo per le lavorazioni ad arco. Con la nuova generazione hanno deciso di alzare l’asticella: produrre di più, con più qualità, e industrializzare la parte iniziale del lavoro.
Come vi siete avvicinati a Saomad?
Josep Gascon (titolare): In realtà Saomad la conoscevamo già. Abbiamo una macchina angolare Operator 5 che lavora da vent’anni, forse venticinque. È sempre stata una macchina che ci è piaciuta. Quando abbiamo pensato al ricambio generazionale, l’idea iniziale era sostituire l’angolare con un’altra angolare Saomad.
Luis Ros: A quel punto è intervenuto il nostro commerciale, Sergio, che gli ha detto chiaramente: oggi la tecnologia non sta più sull’angolare, sta su una macchina come la Woodpecker Just 3500. Sono venuti in Italia a vedere la macchina e hanno capito subito che era quella la strada.
Josep Gascon: È stato quasi un colpo di fulmine. Per un’azienda come la nostra la Just è la macchina giusta: per misure e per formato ci calza bene. È la più compatta tra quelle che Saomad costruisce con questa tecnologia, perfetta per chi vuole passare dalla macchina tradizionale a qualcosa di più performante senza sovradimensionare.
Il confronto con il mercato

Prima di decidere, avete valutato altri costruttori?
Josep Gascon: Sì, abbiamo guardato anche altri. Ma sul rapporto qualità-prezzo la Saomad ci è sembrata la scelta più solida. A parità di spesa, il risultato che ottieni come macchina non è lo stesso. Con i costruttori di fascia superiore paghi molto di più, con quelli di fascia più accessibile il prodotto finale non regge il confronto. Saomad sta nel punto di equilibrio.
Guillem Gascon (responsabile commerciale): Prima di decidere abbiamo anche chiesto in giro, ad altri serramentisti e a fornitori del settore. Quasi tutti, pur senza aver mai lavorato con la macchina, ne avevano sentito parlare bene. Per un investimento del genere non basta quello che ti dice il costruttore, vuoi il riscontro di chi il mestiere lo fa come te.
Luis Ros: E il dato di mercato lo conferma. Oggi in Spagna Saomad è già il primo costruttore per numero di macchine dedicate specificamente al serramento. Le installazioni sul territorio parlano più di qualsiasi brochure.
Il sistema produttivo e i tempi di consegna
Cosa vi ha colpito quando siete arrivati in stabilimento?
Josep Gascon: Il sistema di produzione. Abbiamo visto un’organizzazione molto industrializzata, e di conseguenza tempi di consegna brevi. Per noi era un punto decisivo: avevamo commesse già approvate, ma i tempi che ci davano altrove erano maggiori, a volte jn anno di più. Tanta attesa, con il lavoro fermo in portafoglio, non era sostenibile.
Luis Ros: Qui c’è la differenza vera, e la dico da fornitore che lavora anche con altri costruttori, perché io vendo utensili e software anche a chi installa macchine di altri marchi. Saomad produce per moduli: uno stesso modulo può servire tre o quattro tipi di macchina, quindi le parti importanti sono già a magazzino. Questo permette consegne rapide.

Il rispetto delle date è un tema che torna spesso nel vostro racconto.
Luis Ros: È il punto su cui insisto di più. Saomad si impegna su tutte le date del processo, e le rispetta: quando è pronta la macchina, quando sono pronti gli utensili, quando è pronto il software, quando il cliente viene per l’accettazione, quando si consegna. Tutto programmato con largo anticipo.
Guillem Gascon: Le faccio un esempio concreto. I voli per venire in Italia al collaudo li ho prenotati a fine aprile. La data me l’avevano comunicata con quattro o cinque mesi di anticipo ed era certa, così ho comprato i biglietti senza timore. Con un altro fornitore non mi sarei mai azzardato a bloccare un volo così presto, perché sai già in partenza che quella data slitterà.
Luis Ros: E lo confermo dalla mia posizione, che di costruttori ne vedo parecchi. Altri ti danno delle date e poi non le rispettano, e nascono le prime frizioni tra costruttore e cliente. A quel punto ci finiamo in mezzo anche noi, che utensili e software li avevamo consegnati puntuali.
Il primo collaudo

Che impressione avete avuto dal montaggio e dal primo collaudo?
Josep Gascon: Molto buona. Il montaggio è rifinito bene, curato. Lo avevamo già intravisto in una visita precedente, ora lo abbiamo confermato sulla nostra macchina.
Luis Ros: Il feedback iniziale è positivo. Vedono che macchina, software e utensili lavorano sulla stessa linea, in modo coerente. È esattamente quello che un serramentista si aspetta: un flusso integrato, senza punti di rottura tra le componenti.
Oltre la macchina: le persone
Al di là della tecnologia, cosa avete apprezzato di Saomad fin dall’inizio?
Guillem Gascon: Il rapporto umano, per noi vale dieci su dieci. Con Vanessa, dell’ufficio commerciale, ci troviamo benissimo, l’ho chiamata più volte e la relazione personale è ottima. Con Claudio Filippi, responsabile commerciale Saomad, lo stesso: ci seguiva già da prima, la prima macchina Saomad l’abbiamo comprata tramite lui. Lo chiamavo e mi rispondeva, sempre. Anche con il tecnico alla macchina ci siamo trovati bene, spiega le cose con chiarezza.
Luis Ros: È il rapporto a fare la differenza, sul piano amministrativo, commerciale e tecnico. Quando compri un centro di lavoro non compri solo la meccanica, compri anche le persone che ti staranno accanto per gli anni successivi.
La domanda finale

Consigliereste una Saomad a un collega del settore?
Josep Gascon: Che non la comprino, così non abbiamo concorrenza.
Guillem Gascon: Scherzi a parte, è ancora presto per dirlo con certezza. Vogliamo prima vedere la macchina lavorare otto, nove ore al giorno senza problemi. Ma sarò onesto: sì, la consiglierei, anche se per noi è controproducente.
Luis Ros: E posso confermare che clienti spagnoli, e la stessa Saomad, hanno già macchine che lavorano proprio con questi ritmi, senza intoppi. È solo questione di far girare la Just qualche settimana.
