Dopo anni di lavoro con la Woodpecker Just sugli infissi, l’azienda olandese affida alla Kairos 620 il suo ingresso nelle costruzioni in legno.
Tifa Lemele è stata fondata nel 1999 come evoluzione di un’impresa edile e oggi conta oltre 55 collaboratori. Se dovesse presentare l’azienda a chi non la conosce, quali sono i tre elementi che la rendono unica nel mercato olandese della lavorazione del legno?
Siamo nati come produttore indipendente di infissi, ma con una storia particolare alle spalle: veniamo da un’impresa edile che costruiva da sé i propri serramenti. Questa origine ci è rimasta nel modo di lavorare. Ragioniamo sempre per progetto e con un occhio molto pratico, perché conosciamo non solo come si realizza un infisso, ma anche come deve comportarsi una volta montato in cantiere.
Il secondo elemento è il controllo dell’intero ciclo. Gestiamo internamente quasi ogni fase, dalla progettazione alla produzione fino al montaggio in opera. Questo ci consente di tenere alta la qualità, di intervenire in fretta quando serve e di proporre al cliente una soluzione chiavi in mano.
Il terzo è la centralità del legno come materiale da costruzione sostenibile. Tra infissi, strutture in legno e soluzioni prefabbricate abbiamo costruito una competenza che ci permette di contribuire in modo concreto a un’edilizia più sostenibile.
Nel 2024, in occasione del vostro 25° anniversario, avete adottato il nuovo motto “Constructed by Nature”, che pone al centro il legno, la sostenibilità e l’edilizia bio-based. Cosa rappresenta per voi questa filosofia e come si traduce concretamente nei vostri processi produttivi e nelle vostre scelte tecnologiche?

«Constructed by Nature» mette in parole ciò in cui crediamo da sempre. Per noi il legno non è soltanto un materiale da costruzione versatile, è una delle poche risorse davvero sostenibili su cui poggiare il futuro dell’edilizia.
Non è uno slogan che resta sulla carta. Si traduce in scelte quotidiane: lavoriamo legno certificato, investiamo nella prefabbricazione e usiamo sempre più spesso materiali bio-based nei nostri progetti.
Sono decisioni che abbassano l’impatto ambientale del nostro lavoro e che, attraverso il legno, trattengono CO₂ e ci avvicinano a un modello di edilizia circolare.
La vostra attività spazia dalle finestre e porte in legno alla prefabbricazione e alle costruzioni con struttura in legno, fino al montaggio in cantiere. Qual è oggi il profilo tipico dei vostri clienti e quali mercati (nuove costruzioni, ristrutturazioni, privati, aziende) rappresentano le vostre principali direzioni di crescita?
Abbiamo una clientela piuttosto varia: lavoriamo con imprese di costruzione, rivenditori di materiali edili, consorzi e anche con privati.
Oggi le opportunità di crescita più interessanti le vediamo nell’edilizia prefabbricata in legno, nelle soluzioni a base biologica e nei sistemi di facciata, sia per il nuovo che per le ristrutturazioni, dove il tema della sostenibilità è ormai centrale.
Nel frattempo la richiesta di infissi e porte in legno di fascia alta, insieme agli elementi prefabbricati per facciate, resta solida.
In passato avevate già scelto Saomad con il modello Woodpecker Just per la produzione di finestre e porte. Come è avvenuto il primo incontro con Saomad e quali sono stati gli aspetti della macchina e dell’azienda che vi avevano convinto all’epoca?

Cercavamo una soluzione affidabile e di qualità per produrre infissi e porte in legno. È stato durante quella ricerca che siamo entrati in contatto con Saomad e abbiamo visto per la prima volta la Woodpecker Just.
Quello che ci colpì subito fu l’equilibrio tra precisione, flessibilità ed efficienza produttiva, tre cose che di solito è difficile trovare insieme nella stessa macchina.
Pesò molto anche il modo di lavorare delle persone: sia Saomad sia il partner olandese Gerretsen Wijhe avevano capito davvero i nostri processi e si sedevano al tavolo per ragionare con noi, non solo per vendere. Da lì la convinzione che fosse un investimento utile alle nostre ambizioni di lungo periodo. E nei fatti è andata proprio così.
A distanza di tempo, come giudicate l’esperienza con la Woodpecker Just? Quali risultati concreti vi ha permesso di ottenere in termini di produttività, precisione e qualità di porte e finestre?
Il bilancio è molto positivo. La Woodpecker Just ci ha permesso di alzare la produttività pur lavorando con meno personale, senza mai scendere sul livello qualitativo. Il nostro operatore di linea si trova bene a usarla: è una macchina semplice da gestire e questo gli consente di sfruttarla appieno.
Precisione e affidabilità ci permettono di realizzare in modo accurato anche le lavorazioni più complesse su infissi e porte. Il risultato è meno lavoro manuale, una precisione dimensionale più alta e una qualità che i nostri clienti ritrovano costante in ogni fornitura.
Con la nuova Kairos 620 fate un passo importante: si tratta di un centro di lavoro a 5 assi dedicato alle travi strutturali e ai pannelli X-LAM, quindi al mondo delle case in legno e della prefabbricazione. Quali esigenze e obiettivi vi hanno spinto a investire in questa nuova tecnologia?

La domanda di edifici prefabbricati e di costruzioni con struttura in legno sta crescendo in fretta. Per accompagnare questo sviluppo abbiamo deciso di automatizzare ancora di più la produzione e di attrezzare l’azienda alla crescita dei prossimi anni.
Con la Kairos 620 possiamo lavorare elementi strutturali, travi e pannelli di grande formato in modo più rapido e preciso. Aumentiamo così la capacità produttiva pur con un organico più contenuto, senza perdere la flessibilità che ci serve per passare dalla serie ai progetti su misura più articolati.
La scelta non è stata immediata. Abbiamo confrontato con attenzione diversi costruttori e macchine sul mercato e, alla fine di quella valutazione, la Kairos 620 si è rivelata la più adatta alle nostre esigenze, sia sul piano tecnico sia per la semplicità d’uso.
La scelta di rimanere con Saomad anche per un settore produttivo diverso da quello di porte e finestre è significativa. Quali fattori hanno influito maggiormente su questa decisione: l’esperienza positiva con Woodpecker Just, la fiducia nel rapporto con l’azienda e il rivenditore, le caratteristiche tecniche di Kairos o una combinazione di questi elementi?
È stata la somma di più fattori. Il primo, e forse il più importante, è il rapporto ormai lungo con la Woodpecker Just: negli anni si è dimostrata affidabile e ci ha garantito ogni giorno la qualità, la precisione e l’efficienza che ci servono.
Detto questo, non ci siamo affidati solo all’esperienza passata. Abbiamo studiato e messo a confronto con cura macchine e costruttori concorrenti prima di decidere, guardando alle specifiche tecniche ma anche al parere di chi quelle macchine le usa tutti i giorni.
Il nostro operatore ha indicato senza esitazioni la Kairos 620, per la facilità d’uso e per un software intuitivo. Per noi conta molto: un investimento nuovo funziona solo se chi ci lavora lo accetta e ci rende davvero.
A pesare è stato anche il rapporto con Saomad e con il partner olandese Gerretsen. Negli anni abbiamo costruito una collaborazione fatta di fiducia, comunicazione diretta e assistenza affidabile. È questo intreccio, affidabilità dimostrata, prestazioni, semplicità d’uso e fiducia reciproca, ad aver fatto la differenza.
Quali caratteristiche del Kairos 620 ritenete più determinanti per il vostro lavoro: la flessibilità della tecnologia a 5 assi, la capacità di lavorare travi ed elementi di grandi dimensioni, l’automazione del carico, la robustezza strutturale? E quali nuove possibilità produttive vi aprirà effettivamente?

Per il nostro lavoro contano soprattutto due aspetti. Il primo è la flessibilità della tecnologia a 5 assi, che ci consente di affrontare geometrie e giunzioni complesse senza moltiplicare attrezzaggi e passaggi manuali.
Il secondo è la possibilità di lavorare con precisione elementi in legno di grandi dimensioni, travi e pannelli che prima erano molto più impegnativi da gestire internamente. Insieme, queste due cose ci permettono di realizzare lavorazioni più articolate mantenendo una qualità costante anche sui pezzi fuori standard.
A questo si aggiunge l’automazione, che ci aiuta a sfruttare meglio sia la capacità della macchina sia le persone, concentrandole dove serve davvero la mano dell’operatore.
In concreto, la Kairos 620 ci apre spazio nell’edilizia prefabbricata e nelle costruzioni con struttura in legno, due ambiti su cui vogliamo crescere e che fino a ieri ci avrebbero richiesto soluzioni meno integrate.
Al di là delle macchine, cosa apprezzate di più dell’azienda Saomad come partner?
Una buona collaborazione va ben oltre la tecnologia. Quello che apprezziamo di più è il rapporto diretto: comunicazione chiara, atteggiamento proattivo e un supporto su cui sappiamo di poter contare.
In un ambiente produttivo come il nostro l’assistenza e il servizio post-vendita fanno la differenza, e qui sia Saomad sia Gerretsen si sono dimostrati affidabili. Avere poi un riferimento locale solido nei Paesi Bassi, come Gerretsen, ci dà tranquillità e ci permette di reagire in fretta quando serve.
Guardando al futuro, come immaginate l’evoluzione di Tifa Lemele nei prossimi anni? In che modo l’automazione e tecnologie come Kairos vi aiuteranno a rispondere alle sfide del settore, dalla sostenibilità alla carenza di personale specializzato, fino alla crescente domanda di costruzioni in legno?

Siamo convinti che edilizia in legno, prefabbricazione e costruzioni a base biologica continueranno a crescere con forza nei prossimi anni, e la nostra ambizione è restare tra i protagonisti di questo settore.
L’automazione e le tecnologie di produzione più avanzate sono il modo con cui pensiamo di riuscirci: ci permettono di lavorare in modo più efficiente, di tenere alto lo standard qualitativo e di affrontare nodi concreti come la carenza di personale specializzato e la domanda crescente di soluzioni sostenibili.
Una macchina come la Kairos 620 serve esattamente a questo, a crescere senza rinunciare alla flessibilità e alla cura artigianale che i nostri clienti si aspettano da noi.
Un’ultima domanda: se dovesse raccomandare Saomad e le sue macchine a un altro produttore del settore, cosa direbbe? Cosa pensa che distingua questa collaborazione dalle altre?
Diremmo che con Saomad non si comprano soltanto delle macchine. È l’insieme a fare la differenza: tecnologia affidabile, soluzioni concrete, competenza tecnica e un’assistenza di buon livello.
La cosa che distingue questo rapporto da altri con i fornitori è che Saomad e Gerretsen conoscono davvero il nostro modo di lavorare e si comportano da partner di lungo periodo, non da semplici venditori di impianti. È soprattutto questo ad aver reso solida la collaborazione negli anni.
