Il 1 e 2 ottobre cento persone al giorno sono passate dal nostro showroom di Reschigliano di Campodarsego. Cinque macchine in live demo, il debutto della Woodpecker Compact e tanti clienti: alcuni venuti a decidere il prossimo investimento, altri semplicemente a ritrovarsi.
Ogni volta che una macchina partiva, intorno si formava un capannello. Succedeva davanti alla Just 3500 come davanti alla Performance 2 o alla Compact, la grande novità di questo appuntamento.
È l’immagine che ci portiamo a casa dalla nostra Open House: due giornate passate a guardare le macchine lavorare, con clienti arrivati da diversi paesi.
Cinque macchine, a rotazione

Le demo si sono alternate su tutta la gamma: Woodpecker Just 3500, Woodpecker Mirai 4500, Woodpecker Performance 2, Kairos 620, il nostro centro di lavoro per travi e pannelli X-Lam, e la nuova Woodpecker Compact, alla sua prima uscita pubblica.
La Compact era la macchina più attesa, e l’interesse si è visto. Concentra una tecnologia evoluta in ingombri ridotti. In una struttura compatta e robusta integra un sistema di carico e scarico automatico progettato per occupare poco spazio, e mantiene la precisione delle finiture e la flessibilità delle lavorazioni.
Il gruppo pinze è formato da due carri con 16 pressori in totale. Lavora con un elettromandrino verticale T2 da 19 kW con asse C, e il magazzino utensili ha 64 posizioni.
Claudio Bugna, socio di FAB Serramenti di Bersone, in Trentino, ha in reparto una Woodpecker 25 di 13 anni che “va ancora molto bene”.
L’azienda lavora soprattutto tra la Val Rendena e Madonna di Campiglio, e a colpirlo è stata la Mirai 4500, più simile al suo macchinario, e la Performance 2: “Sono le più adatte per la nostra azienda, quelle che fanno le finestre giuste per noi, oggigiorno”.
La Mirai monta due motori che possono lavorare in contemporanea sullo stesso pezzo: un elettromandrino principale da 19 kW e un secondo motore a 5 assi da 15 kW.

La Performance ha un enorme potenziale: la puoi comporre tu in base alle tue esigenze e sicuramente è una macchina che ti permette di lavorare non stop soprattutto se equipaggiata con i magazzini.
Anche Matteo Mancin, della Falegnameria Mancin di Pieve del Cairo, in provincia di Pavia dice che la loro Woodpecker Just 3500 ha dieci anni e vogliono capire cosa è cambiato in tutto questo tempo e quale macchina potrebbe sostituirla. “Se parliamo di fuochi d’artificio, sicuramente la Performance 2”, racconta.
“Però la nostra valutazione è di ridimensionare tutto quello che abbiamo visto per la nostra realtà dove la macchina ideale sarebbe la Just 3500 o la Mirai. È quello il nodo da sciogliere”.
La giornata, dice, è servita proprio a questo: “Venire a un evento del genere ci dà una visione a 360 gradi di quello che può essere il catalogo delle macchine disponibili”.
Francesc Carreté, titolare di Carreté Finestres, era da noi per la seconda volta. Anche lui ha già una macchina Saomad, e guarda alla Performance 2 con un obiettivo preciso: automatizzare il più possibile e far lavorare la macchina per più ore.

Per questo gli interessano il magazzino Everest per il carico e il sistema Picking per lo scarico multilivello. “Sono contento di vedere che Saomad continua a evolversi tecnicamente, come ha sempre fatto”.
Dalla Svizzera sono arrivati Benno Setz di Setz Fensterbau, Peter Nussbaumer di Nussbaumer Fensterbau AG e Thomas Vetsch di Vetsch Fenster AG. Uno di loro lavora con una Mirai, un altro con un modello precedente alla linea Performance. Alcuni aspetti emersi dai loro commenti?
La soluzione di aspirazione della Performance, il magazzino intelligente e la solidità di macchine pensate per lavorare quasi 24 ore su 24, a differenza di altre più leggere che si trovano sul mercato.
“Serve un investimento maggiore per acquistare la macchina, ma siamo più tranquilli, perché da sempre Saomad ha scelto di usare componenti di primissima qualità”.









Ritrovarsi di persona
Non tutti erano venuti per un’offerta. Alcuni clienti sono passati solo per una visita, per rivedere di persona chi di solito sentono al telefono.
Matteo Mancin lo ha detto meglio di noi: “Ho conosciuto persone che non avevo mai visto in faccia se non al telefono. Arrivare qua e vedere dall’altra parte un tecnico, un commerciale, che ti fa un sorriso e ti viene incontro, al di là del rapporto lavorativo, fa bene”.

Con loro c’erano anche i nostri fornitori, tra utensilieri e software house, e molte conversazioni sono continuate durante il catering, davanti a un buon bicchiere di vino e a un piatto di riso.
Il nostro titolare, Dario Camporese, si è detto molto soddisfatto della partecipazione. Nelle due giornate si sono aperte trattative e sono state chiuse anche alcune vendite.
Per lui, però, il risultato più importante è un altro: il coinvolgimento dei clienti e dei fornitori, insieme nello stesso showroom e davanti alle stesse macchine.
Parliamo del tuo progetto
Non sei riuscito a venire all’Open House, o vuoi riprendere il discorso iniziato in showroom? Raccontaci come lavora oggi il tuo reparto e cosa vorresti migliorare: insieme valuteremo la soluzione più adatta alla tua produzione.








